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INTERVISTA A CATTERINA PASQUALIN,
DIRIGENTE SCOLASTICO DEL CIRCOLO DIDATTICO DI CONSEVE (PD)
VINCITORE DEL PREMIO QUALITÀ ITALIA

in occasione della newsletter n°. 187


Domanda
Innanzitutto complimenti vivissimi, da parte di tutta AICQ Triveneta. Due anni fa siete stati la miglior scuola della provincia di Padova al primo premio QSV, ora vi siete aggiudicati la vittoria a livello nazionale, nella prima competizione che prevede la categoria “scuole”. Se l’aspettava?
Risposta 1
Il Premio Qualità Italia è un riconoscimento davvero grande! Confidavamo in un buon risultato, ma sapevamo di avere concorrenti di valore: con loro continueremo a confrontarci per reciproco stimolo e beneficio. E siamo contenti che si parli della Scuola anche per i suoi successi, non solo per riportare le criticità e i fatti di cronaca scandalistici o negativi; siamo soddisfatti di aver contribuito a segnare una "controtendenza"

Vorrei aggiungere che non ci piace gioire da soli: il risultato è determinato da molti soggetti, e cerchiamo di coinvolgere chi ci sostiene anche in questi momenti di festa: a ritirare il premio ad esempio abbiamo invitato il Presidente del Consiglio di Circolo, e faremo in modo di condividere la festa con la popolazione e con tutti coloro che hanno condiviso con noi lo sforzo.

Domanda
Ricordo un suo intervento poco più di due anni fa, al termine del corso per “TQM assessor” della 1° edizione del Premio Qualità Scuola del Veneto: “Mi sono iscritta per vincere, e mi ritrovo a lavorare…” Quanto ha lavorato ancora per vincere il Premio Qualità Italia, su cosa soprattutto?
Risposta 2
Credo nell'importanza di avere risultati concreti, che siano apprezzabili da tutti e diano visibilità a tutta la scuola, non solo a un singolo: questo comporta necessariamente un lavoro! Ma cimentarsi nel percorso dei premi non è stato solo per avere un riconoscimento, ha una valenza più profonda che non si limita al fatto - importante -che tiene alta l'attenzione del personale e lo coinvolge. Per noi un certo modo di lavorare è diventata un'
abitudine radicata. Del resto, sono 10 anni che la nostra Direzione Didattica ha avviato un cammino costante e sistematico per migliorare la qualità del servizio.
Abbiamo lavorato non da soli, ma col territorio: c'è stato un forte coinvolgimento di tutti quei soggetti - istituzionali e non - che hanno a cuore la crescita armonica delle bambine e dei bambini.
Abbiamo lavorato in tanti: coinvolgendo le famiglie al di là degli Organi Collegiali - pur valorizzati al massimo nelle loro potenzialità - nel promuovere attività, proporre e realizzare progetti. Funziona un Comitato Mensa che si correla con il Comune e l'ULSS non solo per la corretta erogazione dei pasti agli alunni ma anche per promuovere corrette abitudini alimentari nelle famiglie.
E' inoltre molto attivo il Comitato Genitori: c'è un trend positivo dei progetti proposti da questo organismo autogestito . L'ultimo ad esempio, "
il pedibus", è nato facendo tesoro, in tempi brevi, di una buona pratica altrui; grazie ad esso i bambini vanno a scuola accompagnati da alcuni genitori, prendono un'abitudine salutare e contribuiscono a diminuire il traffico ormai consistente anche in un piccolo centro come Conselve.
Partendo dai bambini pensiamo di "contaminare "positivamente anche gli adulti.
Abbiamo fatto tesoro delle valutazioni esterne, anche di componente non scolastica, che ci hanno aiutato a evitare l'autoreferenzialità. In questo spirito abbiamo anche un SGQ certificato ISO 9001:2000, che ci dà una buona base per pianificare tutto il possibile e ci permette di liberare energie per la creatività necessaria a chi si relaziona quotidianamente con i bambini.

Domanda:
Lei dirige un Istituito comprensivo scuola Primaria: in che modo l’uso del modello EFQM vi è stato utile?
Risposta 3
Volevamo un modello sperimentato e che desse delle garanzie, che non fosse limitato alle istituzioni scolastiche e permettesse di fare tesoro delle esperienze altrui. Il modello EFQM, di validità ampiamente dimostrata, risponde a questi requisiti e ci permette un’analisi a 360 gradi della nostra scuola, oltre che un confronto con altre scuole e - perché no – con altre organizzazioni.

Domanda:
Lei e la sua scuola siete così bravi che non avreste problemi a elencarci una sfilza di punti di forza; per ottenere risultato così di spicco, qual è stata la leva più potente che ha usato, su cosa ha potuto fare perno con più vigore?
Risposta 4
Sulla leadership diffusa innanzitutto. Sulla valorizzazione di tutto ciò che c'è e si fa, convogliandone l'informazione su canali di comunicazione pianificati ed efficaci. Ed ecco l'importanza di una rete di supporto a vari livelli, dall'organizzativo al didattico. Se c'è il DS ha la sicurezza che le decisioni sono condivise e portate avanti con coerenza da tutti coloro che sono coinvolti.

Domanda:
C’è una “lezione appresa" che vorrebbe condividere con le scuole nostre associate?
Risposta 5
Direi l'elogio del piccolo: sono convinta che puntare sulla continuità e sulla sistematicità paga. Non fanno qualità interventi anche importanti ma sporadici.

Personalmente ho cercato, al mio arrivo nel 2000 e successivamente, di non imporre le mie idee, di avere un atteggiamento di ascolto e confronto del contesto in cui mi sono trovata e mi trovo ad operare. Ho cercato e cerco innanzitutto di cogliere ciò che già c'era e c'è di positivo, di valorizzare e mettere in moto sistemi di comunicazione interna, di concordare e stabilire i luoghi delle decisioni ma soprattutto come prepararle. Chi ha un problema, se non sa come affrontarlo, sa dove e con chi trattarlo. La rete organizzativa si trasforma così in una rete di supporto in cui l'aiuto reciproco non è demandato alla buona volontà di qualcuno ma è sistematicamente previsto. Mi piacerebbe confrontarmi su ciò con le scuole associate all'AICQ.
Vorrei aggiungere che il Premio non ci dà solo soddisfazione del risultato e riconoscimento per il nostro impegno: crea delle attese ulteriori nella Comunità di riferimento, alza il livello di ciò che ci si aspetta da noi, e ci impegna a migliorare ulteriormente il nostro servizio.

Auguri allora, con l’auspicio che l’importante riconoscimento ottenuto sia di stimolo e incoraggiamento a tutte le scuole italiane nel tracciare il loro cammino verso l’eccellenza.

Intervista raccolta da Laura Solinas
Consigliere Settore Nazionale Scuola AICQ

Scarica il pdf dell'intervista




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